Minacciato dalla mafia tramite…il suo iPod?

È a Beverly Hills (in California) che l’americano Gregory McKenna ha recentemente accusato Apple per averlo perseguitato e minacciato in collaborazione con la mafia italiana. Come? Tramite dei ricevitori inclusi nei suoi due iPod (uno Shuffle e un Mini) che permetterebbero alla celebre organizzazione criminale di spiarlo e trasmettergli pesanti minacce.
Naturalmente la storiella da sola “non stava in piedi”, e così McKenna, per motivare la sua accusa, ha tirato fuori un movente degno di un giallo: le minacce, quali “ho intenzione di ucciderti” e “ti ammazzeremo se non collabori con noi”, verrebbero accompagnate dal ritmo della musica che sta ascoltando sul suo lettore multimediale nei momenti meno prevedibili.
Avrà ragione, o sarà solo l’ennesimo (furbo) tentativo di racimolare qualche soldo accusando ingiustamente grandi ditte? La risposta spetterà alla corte giuridica; da parte nosta possiamo dire che, fra tutti i grandi marchi del pianeta, la casa di Cupertino è certamente la più sfortunata e quella che si becca sempre le denunce più assurde dalle persone più furbe (o con alcuni disturbi mentali, forse).
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